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02 September 2013 @ 02:04 pm
Itacest  
Titolo: Granita bollente
Fandom: Axis Powers Hetalia
Pairing: Nord Italia / Sud Italia
Rating: Rosso
Warning: incesto

GRANITA BOLLENTE

Un imprecisato pomeriggio di luglio, in una imprecisata località marittima dell’Italia Centrale, due fratelli si stavano guardando bene dall’affrontare il sole impietoso e i suoi quaranta gradi all’ombra restando lussuriosamente stravaccati in mutande nel letto a due piazze del fratello maggiore. La stanza era ventilata dall’impianto a pale fissato sul soffitto, acceso a velocità massima. Avrebbero potuto – e voluto – sostare con maggior soddisfazione nella stanza del fratello minore, per puro caso più ricco del maggiore, dotata di super fighissimo impianto di aria condizionata che, regolato col superfighissimo telecomando, poteva garantire un clima polare che nemmeno l’orso di Canada aveva mai provato. Peccato che il suddetto fratellino, per risparmiare, aveva acquistato un superfighissimo modello costruito con materiali importati da Cina e questo, giustamente, aveva cessato di funzionare la prima volta che era stato impostato alla massima potenza. Così, Lovino, il “povero” fratello maggiore, si era ritrovato a ospitare nel lettone Feliciano, il quale ignorava bellamente il fastidio che gli stava procurando riposando in posizione quasi diagonale rispetto al letto, occupando così una porzione maggiore rispetto al fratello, che borbottava esasperato.
“Che...caldo!” mormorò senza forze Lovino, dolorosamente consapevole che, anche se con pezzi cinesi, turchi o ostrogoti, un impianto di aria condizionata era ben più potente di quel giramento di pale sul soffitto.
“Anto’... fa caldo!” gli fece eco il fratello con una inequivocabile nota di sfottò, citando la famosa pubblicità di una nota marca di tè freddo.
“Feli... non mi pigliare per il culo!” ringhiò, seppur spossato, Lovino, infastidito dall’involontario quanto automatico collegamento col bastardo spagnolo.
“Certo che no, prendermi per il culo è una tua esclusiva!” rispose Feliciano sorridendo a occhi chiusi, certo che il fratello avrebbe colto l’altro riferimento, figurato sì, ma comunque in senso ben più carnale dell’altro inteso da Lovino.... il sorriso si fece ben più largo al ricordo della fenomenale sbattuta ricevuta soltanto la sera precedente sul bagnasciuga deserto a notte inoltrata, certi che nessuno sarebbe passato da quelle parti.
Anche Lovino inarcò le labbra in un delizioso sorrisetto “Alla faccia del Senatùr” ribattè, cinico e malizioso allo stesso tempo.
Feliciano ricambiò con una risatina complice “Se soltanto venisse a sapere come tratti il Nord, temo che potrebbe venirgli un altro aneurisma cerebrale per lo shock!”.
“Questo è cinismo, fratello!” esclamò sorpreso Lovino, convinto di avere, tra i due, il monopolio della stronzaggine.
“Beh, sai come si dice, fratello: chi va con lo zoppo impara a zoppicare!” rispose Feliciano allungando la mano a pizzicare l’avambraccio di Lovino.
“Ahia!” Lovino scacciò la mano del fratello come fosse una mosca fastidiosa. Feliciano si lasciò scappare una gaia risatina, poi entrambi tornarono a fissare le pale girare, tormentati dal caldo.
“Feli...suppongo che non abbiamo il tè della pubblicità, eh?”
“No” rispose il fratello sconsolato “Abbiamo solo acqua, del cocomero...e sì, dovrebbero essere rimasti dei gelati!” continuò, rianimandosi come se, soltanto a nominare quegli alimenti ghiacciati, avesse potuto percepire un abbassamento della temperatura, seppure di poco, dal momento che non si trattava altro che di una pura, benedetta, illusione.
“Gelati... ecco, avrei voglia di una bella granita siciliana!” esclamò Lovino con sentimento.
“Oh sì, abbiamo gli ingredienti per farlo!” Feliciano saltò giù dal letto entusiasta.
“Bene, allora vai a prepararmela”
“Come? Scusa, perchè non vai a farla tu, visto che sei tu a volerla?”
“Perchè tu sei già in piedi” rispose flemmatico il fratello maggiore, che mai si era spostato dalla sua posizione inerte sul ciglio del letto (a evitare il contatto di Feliciano che aveva appunto occupato i due terzi del letto). “E poi non venirmi a dire che non ti saresti preparato una porzione anche per te!”.
“Alla faccia del Senatùr... Oh, va bene!” borbottò sarcastico Feliciano, deciso a non perdere altro tempo prezioso che lo teneva separato da una bella granita ghiacciata....
“Che gusto vuoi?” chiese mentre si avviava verso la porta.
“Limone, i limoni della mia bella Sicilia!” esclamò Lovino con aspettativa.
“Ricevuto!” il fratellino scomparve da dietro la porta.
Tornò poco dopo (troppo poco tempo, pensò Lovino; spremere i limoni, scaldare a bagnomaria l’acqua con lo zucchero, lasciar riposare e ghiacciare in freezer, triturare il tutto per rendere la granita cremosa non era certo questione di dieci minuti!) con tre bicchieroni, colmi fino all’orlo, sorretti con un vassoio.
“Ecco la granita fratellone!” annunciò mostrando il suo lavoro con aria trionfante. “Io volevo una granita alla menta, tu la volevi al limone, allora ho pensato di farne una terza alla fragola, così avremmo bevuto la nostra bandiera!” aggiunse orgoglioso della sua brillante idea.
Lovino intanto stava osservando il contenuto dei tre bicchieri, disposti in fila a formare effettivamente il Tricolore, con un’espressione mista tra l’incredulità e lo schifo.
“Feli... che cazzo è sta roba?” chiese con una nota isterica nella voce davanti a una sicura infamia dolciaria che il fratello osava spacciare per...
“Granita ovviamente” rispose perplesso Feliciano. “Avevamo ghiaccio in abbondanza nel freezer, l’ho tritato e poi ho aggiunto lo sciroppo alla menta per me, lo sciroppo al limone per te e lo sciroppo alla fragola... beh, ancora per me!” il sorriso tornò a stamparsi sul volto del giovane.
“Ghiaccio e sciroppo... per te sarebbero una GRANITA??” la voce di Lovino stava rallentando nello stesso tempo in cui il suo cuore accellerava i battiti, offeso da tale affronto.
“Fratellone, non capisco la ragione del tuo sconcerto... dalle mie parti la fanno tutti così” rispose Feliciano appoggiando il vassoio sul comodino e allungando il bicchiere con la granita al limone al fratello.
“VADE RETRO, ORRORE GASTRONOMICO!” esclamò Lovino scostando la bevanda ghiacciata con il braccio.
“Orrore gastronomico? Lovino, non starai esagerando?”
“Affatto! La granita siciliana è come un gelato... anzi, è MILLE volte meglio del gelato!” rispose con enfasi il fratello.
“Confermo, sei esagerato. Sarà una bevanda semplice, ma è dissetante e fresca! Non si può aborrire una benedizione simile!” esclamò Feliciano quasi offeso. Insomma, gli aveva comunque fatto un favore servendogli la granita a letto, e lui lo ringraziava in questo modo? Facendo i capricci?
“Dai, bevi!” ritornò all’attacco, porgendogli con insistenza il bicchiere.
“Cazzo, no!”
“Andiamo fratellone, mica posso berli tutti e tre!”
“E chissenefrega!”
“Dai, Lovino, non ti permetto di sprecare questo ben di Dio”
“Ben di Dio?! Ecco l’ennesima conferma, il Sud si dimostra ancora una volta buongustaio rispetto al Nor.....CAZZO FELIIIIIII MORTACCI TUAAAAAAAAAAAAA!”
Ebbene, il contenuto del bicchiere era volato accidentalmente sul petto nudo di Lovino. No, non era vero, non si era trattato di alcun incidente, semplicemente Feliciano non avrebbe permesso al fratello di tirare nuovamente fuori la storia di Benvenuti a tavola: Nord contro Sud, responsabile di infiniti battibecchi serali su chi, tra i due, avesse le pietanze migliori nella propria storia culinaria. Ma questo Feliciano non lo avrebbe rivelato, tirò invece fuori la sua consueta quanto collaudata arma di difesa: le doti drammatiche.
“FRATELLONE SCUSAMI SCUSAMI SCUSAMI!!!!” esclamò con il suo rammaricato-barra-spaventato pianto ammazza timpani mentre Lovino si toglieva via il ghiaccio con il lenzuolo, rivelando la pelle arrossata.
“Tsk, ora è tutto appiccicaticcio, che schifo!” esclamò l’altro al colmo dell’irritazione.
“Non vedo dove stia il problema” ribattè il fratellino, una volta chiuso il rubinetto dei dotti lacrimali che ormai gli funzionavano a comando (secoli e secoli di pratica ovviamente), non volendo irritare troppo Lovino. Non era stata quella la sua intenzione, dopotutto.
“Certo che è un problema, non intendo certo alzarmi dal letto per andare a lavar...!” le parole gli morirono in gola appena percepì la lingua del fratello lambire la sostanza zuccherina rimastagli addosso.
Lovino ingoiò della saliva – le ghiandole salivari si erano messe prepotentemente in moto, doveva avere a che fare con quell’esperimento del cane di quel russo... no, non Ivan, era un altro nome, non riusciva a ricordare ma francamente, in quel momento, non gliene fregava una beneamata eva! – e lasciò il fratello libero di continuare la “pulizia”.
Decise di godersi la situazione rimettendosi supino (facilitando così il lavoro a Feliciano) e guidando con la mano la testa del fratello verso un capezzolo.
La lingua di Feliciano si fece birichina, titillando il bottoncino del fratello per un periodo ben superiore allo stretto necessario a lavare via i residui della granita, prima di spostarsi verso l’altro capezzolo.
Beh, non si poteva negare che Feliciano non fosse un maestro nel saper farsi perdonare qualcosa. Lovino non si stupiva che il fratello fosse riuscito a tenersi vicino quel crucco per così tanto tempo, malgrado fosse un buono a nulla in battaglia. Eccolo lì, di nuovo, a tradimento, riaffiorare il pensiero fastidioso del rapporto condiviso in passato col mangiapatate, maledetta gelosia!
Ma il pensiero venne prontamente annientato dall’inconsapevole fratellino, appena la sua bocca passò al ventre, seguendo il percorso della granita nella sua inevitabile corsa precedente, rispettosa delle leggi della fisica, verso il basso.
E come ovvia conseguenza, un altro innegabile fatto scientifico iniziò a manifestarsi nei boxer, risparmiati dalla doccia fredda, quando il sangue irrorava felicemente i lombi in risposta a sensuali stimolazioni.
Lovino si chiese se anche il membro del fratello stesse reagendo a quella situazione ad elevato tasso erotico. Probabilmente era così, sapeva bene che, per Feliciano, una fantasia erotica aveva ben più effetto nel farglielo rizzare rispetto alla sola stimolazione diretta. Se così non fosse stato, decise, ci avrebbe pensato lui a farlo unire ai divertimenti.
Ma prima doveva fare urgentemente un’altra cosa... sì, una cosa che, per definizione, andava servita fredda....
Prima che la situazione precipitasse, Lovino capovolse le loro posizioni, imponendo al fratello un bacio con l’irruenza che sempre lo contraddistingueva....e sì, il ragazzo potè verificare che anche il membro del fratello non vedeva l’ora di partecipare ai giochi, premendo contro la coscia una soddisfatta (e soddisfacente) durezza.
Feliciano rispose al bacio, incurante del fatto che la temperatura stava iniziando a salire, e non certo per il caldo estivo... ma era ben felice di sopportare quel calore!
“Sai Feli?” mormorò Lovino con voce roca “Mi è proprio venuta voglia di un Calippo”.
“Ma fratellone” protestò spaesato e leggermente stizzito Feliciano “ti sembra il momento di interrompere? E comunque abbiamo solo gelati con la stecAAAAAAAAAAAAAA, LOVINO, OSTREGAAAAAAAAAAAAAAAAA!” proruppe in un grido simile, ma tanto simile, a quello lanciato pochi minuti prima dal fratello.
Senza essere visto, Lovino aveva allungato il braccio per prendere dal comodino quella sottospecie di granita alla fragola per poi far finire il contenuto del bicchiere dritta dritta sulla stecca del fratellino...
Cosa aveva detto prima Feliciano? Chi va con lo zoppo impara a zoppicare?
...oh beh, tanto anche Lovino conosceva tanti modi per farsi perdonare. J